Guerra non dovrebbe esistere neppure come parola

Cara Pace, ti Scrivo… è giunta alla quarta edizione. Nelle 3 precedenti, ha raccolto e destinato a strutture ospedaliere di Emergency in Iraq, Sierra Leone e Afghanistan quasi 9.000 euro (e la vendita dei 3 libri prodotti – più il catalogo  per favore mi dia Due Etti di Poesia - , il cui ricavo va interamente a Emergency, continua…).

Hanno partecipato al concorso sul tema della pace inviando poesie, racconti, filastrocche, foto, fumetti, disegni, sculture!, libri, audiocassette, materiale di ogni tipo migliaia di persone di tutte le età, dai 3 ai 90 anni, da ogni parte d’Italia (alcune opere son giunte anche da marocchini, cubani, argentini, taiwanesi, peruviani, moldavi, tutti abitanti di un mondo che io, personalmente, vorrei senza confini, nazionalità, forze militari, armi e guerre).

Hanno scritto alla pace singole persone, classi e scuole di ogni ordine e grado, centri sociali, di disabili, case circondariali. Tutti hanno portato un contributo importante alla creazione e alla diffusione di una cultura di pace che sarà sempre più difficile ignorare o reprimere.

Sono 29 i paesi del mondo in cui sono ancora in corso guerre e conflitti locali - 80 se si considerano quelli in cui sono disseminate mine antiuomo. Finchè ci sarà anche una sola guerra – o anche solo il concetto di guerra a negare l’intelligenza e l’evoluzione del genere umano -, Cara Pace, ti Scrivo…aspetterà le vostre lettere di protesta, sdegno, rabbia, opposizione e presenza.

Domenico Monti